Servizio Civile Universale

Nicoya e il momento magico che ti offre il destino

Written by Francesca

L’altro giorno è successa una cosa bellissima. Sono stata a casa di M. il giovedì, il venerdì M. è venuta a casa nostra per mandare una mail e insieme provare a chiamare l’ambasciata dell’Honduras visto che le hanno rubato il passaporto e le serve per permettere a sua figlia di diplomarsi e sabato mattina io sono stata a casa di M. per fare una delle mie cose preferite, insieme a lei.
M., vive a Nicaraguita e durante uno dei nostri vagabondaggi per il quartiere ci ha accolte nella sua veranda e ha condiviso con noi alcuni frammenti della sua storia, alcuni belli e divertenti, altri faticosi e tristi, sicuramente ha condiviso con noi uno sguardo forte ma anche molto dolce.
Sabato mattina sono tornata in quella veranda con una scatola piena di attrezzi da lavoro, qualche pietra, un po’ di argento. L’artigianato è una mia grande passione e quando stavo preparando la valigia per venire in Costa Rica mi sono trovata davanti a un dilemma: porto con me l’attrezzatura per lavorare l’argento o no? Aver portato tutto quel peso in valigia e poterlo usare per insegnare a una signora a fare artigianato, condividere con lei la mia passione, vedere la fierezza nel suo viso alla fine della realizzazione di quel bell’oggetto e sapere che può utilizzare le nuove conoscenze per lavorare in casa per poter sostenere la sua famiglia, é stato bellissimo perché, soprattutto, si é creato un legame forte tra noi nella condivisione di un momento importante. Inoltre durante tutta la mattinata i bambini (suoi e del vicinato) ci hanno trotterellato attorno, incuriositi dalle pietre e dalla fiamma ossidrica, affascinati dal materiale che cambiava forma e dalle nuove creazioni. All’interno di quella veranda, sudando e cercando di farci spazio tra i bambini, abbiamo creato un anello, che forse verrà venduto dopo aver fatto qualche giro sul dito di quella meravigliosa donna o resterà per sempre un ricordo di un momento passato insieme.
M. vive a “Nicaraguita” una frazione di Barrio Negro, che é una parte dell’immenso Barrio San Martin di Nicoya, dove viviamo anche noi. Nicaraguita si chiama cosí perché é una nuova parte del quartiere, che sorge su un terreno privato, dove hanno costruito le proprie case una trentina di famiglie, alcune sono costaricensi, molte sono nicaraguensi, altre sono honduregne e altre ancora sono un bel miscuglio di tutto ciò. Questa parte del quartiere é quella più in ombra e meno conosciuta, molte delle persone che la abitano escono di rado dai suoi confini a trovare amici o fare passeggiate, quando si percorrono le sue strade la mattina si possono vedere giovani ragazze o donne più mature nelle case, spesso con bambini di diverse età. Parlando con loro si scopre che non escono molto perché devono badare ai bambini, perché abitano lì da qualche mese e non conoscono nessuno, perché hanno paura che le relazioni coi vicini possano creare dei problemi, perché lasciare le case incustodite significa quasi sempre che qualcosa al suo interno sparirà. Nicaraguita è complessa, ma piena di persone gentili che durante le nostre visite ci accolgono e timorose ci lasciano entrare in casa o nel giardino, a volte hanno voglia di condividere con noi un po’ di tempo e a volte hanno sguardi stanchi che ci fanno capire che proprio non é il momento, i bambini giocano per strada, vanno a cavallo e scorrazzano sulle biciclette, i cani popolano ogni centimetro non abitato dall’uomo.
Sabato mattina, é un frammento della mia esperienza in Costa Rica, che mi ha reso estremamente consapevole della mia fortuna, la fortuna di poter passare una mattinata con una donna honduregna, nella sua casa in Costa Rica, costruita con fatica e tanta forza, mentre si occupava con amore dei bambini, molto spesso da sola.
La storia di M. in realtá non é una storia straordinaria purtroppo, la vita di molte donne del quartiere è così. Non solo a Nicaraguita. Non solo a San Martin, ma questo posto é la nostra casa e per quanto contraddittorio, complesso e inaccessibile lo trovo famigliare e, a tratti, molto bello.
San Martin é verde e pieno di rumori, bambini che girano per le strade da soli, a volte puliti e ordinati nelle loro uniformi scolastiche, a volte sporchi e scalzi dopo un pomeriggio passato a giocare a pallone; San Martin é signori seri che si dondolano sulla sedie impagliate nella veranda o direttamente sulla strada; San Martin é un’intera famiglia su una sola bicicletta, fino a 4 o 5 tra bambini e adulti; San Martin é rifugio di tante persone, immigrate e sperdute, sole o di famiglie numerose, San Martin é pericolosa, San Martin é una grande famiglia.
L’altro lato della medaglia del vivere in questo posto é il sentirsi inutili, completamente inutili nell’assistere a certe situazioni. Una di queste notti ci siamo svegliate di soprassalto perché in strada qualcuno, correndo, chiamava aiuto. Tempo di alzarmi dal letto e di uscire dalla porta e non c’era già più nessuno. In un attimo, alla luce del lampione ho realizzato di essere fuori dalla porta, dietro un cancello, ho realizzato quello che avevo sentito, mi sono resa conto che potevo mettermi in pericolo uscendo, che non sapevo cosa fare, che le grida potevano essere di un ragazzino o di una donna, ma non sarei riuscita a intervenire. Quello che continuiamo a vedere attorno a noi spesso é doloroso, ragazzine molto giovani con pance troppo tonde, figli e figlie cresciuti senza padri, donne sole a portare il peso di una famiglia numerosa sulle spalle, con facce stanche e visi troppo giovani, uomini ubriachi, sconsolati e senza nulla da fare gironzolare per il quartiere a qualsiasi ora del giorno e della notte… e questo é solo quello che vediamo, quello che é alla luce del sole.
A volte la fortuna consiste semplicemente nel trovarsi nel posto giusto al momento giusto, proprio come a volte l’ispirazione è fare la cosa giusta nel modo giusto. Sono due possibilità che ti capitano solo se svuoti il cuore da ambizioni, scopi e progetti e ti abbandoni completamente al momento magico che ti offre il destino.”

Irene, operatrice volontaria di SCU in Costa Rica

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