PEACE in Myanmar – Educare alla pace in situazioni di conflitto e crisi umanitaria

INFORMAZIONI PROGETTO

  • Stato progetto: concluso
  • Luogo: nelle province di Mandalay e Yangon: Anisakan, Hlaing Thar Yar, Sinn Lann e Chanthagon, e nella località Loikaw
  • Settore: Peace building
  • Durata: 7 mesi (ottobre 2024 – maggio 2025)
  • Costo totale: EUR 22.264,00
  • Finanziatore: Fondazione Mondo Unito
  • Partner: Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), Suore Salesiane di Don Bosco – Myanmar

 

CONTESTO

A quasi quattro anni dal colpo di Stato del 1° febbraio 2021, il Myanmar è travolto da un conflitto in ulteriore deterioramento, segnato da forte instabilità politica e da una crisi umanitaria su vasta scala. Nel 2023 si sono registrate migliaia di vittime, tra cui almeno 2.164 civili colpiti da armi esplosive (AOAV) e circa 1.000 vittime da mine/ERW (UNICEF). Dal 1° febbraio 2021 gli arresti arbitrari ammontano complessivamente a decine di migliaia (AAPP). Il conflitto continua a causare sfollamenti ripetuti, distruzione diffusa e un’ampia contaminazione da ordigni esplosivi (OCHA).

 

BENEFICIARI DIRETTI

876 bambini e adolescenti (5-17 anni) di cui il 10% IDPs

862 membri adulti della comunità locale (genitori, leader comunitari, docenti, animatori, personale religioso etc.)

 

PROGETTO

Nel cuore di un Paese ferito dalla guerra, “PEACE in Myanmar – Educare alla pace in situazioni di conflitto e crisi umanitaria” entra nelle comunità come uno spazio protetto dove tornare a parlarsi. Nelle aule e nei cortili, i bambini imparano giochi e semplici esercizi di comunicazione non violenta; scoprono parole per nominare la rabbia e strumenti per trasformarla. I ragazzi e le ragazze, spesso con alle spalle perdite e sfollamenti, si incontrano in laboratori e workshop per allenare l’ascolto, la gestione dei conflitti, il rispetto reciproco. Accanto a loro, gli adulti (genitori, educatori, leader locali) partecipano a seminari con esperti che offrono metodi concreti di conflict transformation e percorsi di riconciliazione intergenerazionale. In alcuni momenti, la comunità si ritrova anche per incontri formativi e di preghiera, per dare un nome al dolore e rinnovare l’impegno a rispondere alla violenza senza riprodurla. L’obiettivo è semplice e radicale: far crescere, tra bambini, giovani e famiglie, pratiche di pace che resistano alla pressione del conflitto e aprano piccoli corridoi di speranza nella vita quotidiana.

  

OBIETTIVI

Obiettivo Generale

Sostenere il peace-building in Myanmar attraverso attività di educazione alla pace e conflict-resolution per la società civile

Al fine di raggiungere il sopracitato obiettivo generale, la presente proposta prevede i seguenti

Obiettivi specifici

1.Educare i bambini e i giovani all’instaurazione di relazioni fraterne e cordiali

2.Promuovere la pace e la riconciliazione come valori inter-generazionali all’interno delle famiglie

3.Incoraggiare la società civile, con particolare attenzione agli IDPs, alla risoluzione non-violenta dei conflitti riducano stereotipi, migliorino la cooperazione e generino effetti positivi oltre i soli partecipanti diretti.

 

ATTIVITÀ

A.1.1 Laboratori didattici per lo sviluppo di valori positivi e dinamiche solidali tra pari

A.1.2 Workshops educativi per lo sviluppo di relazioni intra- e inter-personali armoniose e pacifiche

A.2 Seminari sulla promozione della pace e della riconciliazione all’interno delle famiglie

A.3 Incontri formativi e di preghiera su pace e non-violenza

A.4 Training of Trainers

 

RISULTATI

  • 1.738 persone coinvolte direttamente attraverso i vari programmi
  • Cambiamenti comportamentali osservabili: riduzione dei conflitti, miglioramento nella comunicazione
  • Testimonianze di genitori ed educatori evidenziano una maggiore resilienza emotiva nei partecipanti
  • Aumento della consapevolezza emotiva e del dialogo rispettoso
  • Gli abitanti del villaggio e gli sfollati hanno imparato strategie di adattamento per affrontare i conflitti interni ed esterni
  • I partecipanti hanno riportato un maggiore senso di appartenenza e una riduzione delle tensioni
  • È attiva una rete di oltre 25 operatori di pace nelle scuole e nelle comunità